In questo stralunato 2020 Vittoria compirebbe cent'anni e leggendo queste pagine probabilmente starà pensando che gli architetti sono impazziti, che sua nipote che gli va appresso è più matta di loro e che lei non ha mai avuto in casa tutta questa mercanzia. Poi però, passato il primo momento di perplessità, salirebbe dietro la mia bicicletta e verrebbe a sbizzarrirsi nelle compere insieme a me.
Perchè quello che i blog statunitensi ci mostrano è lo stile delle LORO nonne, che potevano dedicarsi alla bellezza propria e della casa senza aver mai passato un guaio. Le nonne italiane erano per lo più come Vittoria, che si è sposata nell'inverno 1945 con un cappottone grigio sopra il vestito, che per casa sua ha utilizzato quello che c'era nella cascina, e cara grazia che non gliel'avessero saccheggiata. Da allora le spese si sono sempre accumulate e il design era l'ultimo dei pensieri. Qualcosa ha comprato, ogni tanto, ma certo non quanto le sue coetanee americane, o italiane ma benestanti.
Qualche pezzo che ho in casa è farina del suo sacco: il comò e i comodini della camera da letto, ridipinti di verde, una cassapanca che ha contenuto prima i miei libri di scuola e poi coperte e copriletti, un termometro da cucina degli anni 20/30 ancora funzionante, un portavaso color avorio e soprattutto il tavolo a libro, con un vano per tenere piatti e stoviglie ed il piano che da un lato serve come asse da impastare, dall'altro raddoppia quando ci sono ospiti, mentre un altro comodino alto e stretto è diventato un mobile portatutto per il bagno.
Alcuni pezzi erano davvero improponibili, sono finiti in casa della figlia di Vittoria e lì rimangono, altri li prenderei volentieri ma mi manca lo spazio...
P.S.: inutile dire che quelli nei link sono sempre articoli uguali o molto simili, mi guardo bene dal vendere i miei.
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