lunedì 29 giugno 2020

La moda delle disgrazie

"Della mia cattiva sorte ho fatto un diamante"
(Alejandro Jodorowsky)

E' quanto sta facendo, per l'ennesima volta, il popolo italiano o almeno la sua parte più intelligente. Quella che durante la quarantena, invece di piagnucolare, ha scoperto che si possono fare una miriade di cose belle e buone, che restare a casa ha una sua dignità, e che ora non ha nessuna intenzione di rinunciarvi. Quella che, siccome le mascherine costavano un capitale o non si trovavano proprio, ha deciso di fabbricarle da sè e magari di farle anche bene. Perchè se proprio ci tocca portarle a lungo, tanto vale farsele anche piacere.
Ecco allora la Rete popolarsi di gente che inventa mascherine di ogni sorta: quelle per bambini, sia maschietti che femminucce, quelle spiritose perchè il buon umore è la migliore prevenzione, quelle con le fantasie a fiori, a pois o a piccoli disegni che piacciono ai Grandmillennial, quelle con le applicazioni (nulla a che fare con lo smartphone).
In più, per non far ammattire noi che siamo orbi come le talpe, qualcuno si è inventato il fermaglio per gli elastici o il modello con le stringhe da legare dietro la testa per tenere la mascherina a debita distanza dalle lenti degli occhiali. Quanto alla visiera di plexiglas, mi lascia un po' perplessa: se da un lato consente di vedere bene e pure di truccarsi, per chi ci è abituata, dall'altro temo che con l'afa estiva possa fare l'effetto di una macchina parcheggiata al sole. Decisamente meglio una mascherina in tessuto, che una volta finita l'epidemia potrà tornare utile per coprire il naso nella stagione fredda, oltre al suo scopo principale di evitare altri disastri.
Strano che tutti abbiano pensato al viso e nessuno alle mani. I guanti leggeri finora erano limitati alle occasioni speciali, ma d'ora in poi ci toccherà rivalutarli per l'uso di tutti i giorni. Evitando magari quelli da sera o da cerimonia, che con il lavaggio frequente si rovinano, se ne possono trovare di cotone o di semplice fodera, sottile ma fitta quanto basta per evitare il contatto diretto con le pulsantiere e i mezzi pubblici maneggiati da migliaia di persone. Per chi invece sui mezzi deve fare un tragitto più lungo e da seduto, da ex pendolare non mi fido affatto della tanto decantata disinfezione ad ogni capolinea... consiglio di rimediare con un poncho da spiaggia che si può facilmente appallottolare nella borsa una volta arrivati a destinazione.
Il tutto con l'idea di non spendere una fortuna, augurandoci di poter presto buttare tutto in un enorme falò.

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